Il potere di creare mondi e oltrepassarne i confini
Cosa distingue davvero la nostra specie dalle altre che popolano il pianeta? Non la forza, non la velocità, ma la capacità unica di creare e credere insieme a storie che nessuno ha mai visto: nazioni, denaro, divinità, diritti. È attorno a queste astrazioni condivise che l’essere umano ha costruito la propria egemonia, imparando a cooperare su una scala mai vista prima grazie a narrazioni comuni. Frontiere immaginarie, il tema di questa diciannovesima edizione di Miniere Sonore, vuole indagare il potere generativo dell’invenzione: nelle espressioni artistiche, i confini che tracciamo esistono, in realtà, per essere prima oltrepassati e poi spostati.
La musica, in questo senso, è forse la più antica delle costruzioni condivise: un accordo segreto tra chi suona e chi ascolta, un linguaggio che non vuole esserlo, che sovrappone significante e significato, la sospensione del senso e del tempo ordinario in un mondo che esiste nel momento in cui ci immergiamo in esso, credendoci profondamente.
Ogni performance del festival, dall’improvvisazione più radicale alla composizione più strutturata, sposta quindi un poco più in là il confine di ciò che riteniamo possibile immaginare insieme.
Le frontiere non sono linee sulla terra, ma storie che decidiamo di abitare insieme.
Stefano Casta, Direttore Artistico