Vita Sabato
Italia
Mercoledì 26 Agosto
Hospitalis Sancti Antoni, Oristano
Impro
Matilde Sabato
Voce e live electronics
Leonardo Vita
Chitarra preparata e live electronics
XENIA
La pratica improvvisativa diventa in Xenia il modo più puro e immediato per reinterpretare la poesia, il percorso creativo da cui è derivata, il significato intrinseco e caratterizzante. La parola e il suono si fondono e si trasformano in particelle, tornando alla radice antica phōnē, per rigenerarsi e farsi portatori di una medesima intenzione, ora mutata e arricchita. Alla stessa tradizione greca si rifà il concetto di xenia, nel suo significato prescrittivo che lega il padrone di casa al proprio ospite in maniera profonda, ma temporanea: la dimensione di questo legame si trova nel regalo di addio dato all’ospite nel momento dei saluti, simbolo dell’onore avuto della compagnia. È in questo senso che Marziale, nei suoi Epigrammi, intende il termine, ma dobbiamo aspettare la raccolta di Eugenio Montale perché il regalo venga investito di un ulteriore strato di significato per cui la soglia non è più quella che separa l’abitazione dal mondo esterno, ma il segno di confine tra la vita terrena e la vita oltremondana. Montale, infatti, nei 28 componimenti celebra la moglie, Drusilla Tanzi, la sua Mosca scomparsa nel 1963, omaggiata come un’ospite che ha appena salutato i commensali. Abbandona lo stile ermetico, si avvicina alla brevità e all’ispirazione estemporanea della forma-diario, tutto si fa più diretto e musicale. Xenia I e II (1964) sono quindi il punto di partenza perfetto per i set di improvvisazione vocale e strumentale di Xenia: dalle parole di Montale prende vita un dialogo tra gli interpreti che tornano alla phōnē e rielaborano un tema importante come quello della transitorietà dei rapporti umani.
