Il linguaggio nascosto del suono
E se la musica fosse un codice segreto da decifrare? È questa la domanda al centro del tema Segni, che intende esplorare i misteri del significato creato dal suono in questa diciottesima edizione di Miniere Sonore. Dai ritmi ipnotici alle composizioni d’avanguardia, ogni esibizione metterà alla prova il nostro modo di ascoltare, invitandoci a scoprire i segni celati nella musica.
A partire dalle idee del semiologo Jean-Jacques Nattiez, che vedeva la musica come una rete di gesti, strutture ed echi culturali, Segni vuole creare un ponte tra l’analitico e il viscerale. Ma per questo non si può non attingere anche dalle visioni di pensatori come Schopenhauer, che credeva che la musica fosse un canale diretto verso il sublime, e Nietzsche, che celebrava il suo potere di distruggere la logica. La musica può essere sia un sistema di simboli che una forza indomabile? Il programma di Miniere Sonore, che spazia dalla musica elettronica a quella acustica e ai paesaggi sonori immersivi, sfumerà questi confini.
Nella complessità di improvvisazioni radicali, composizioni algoritmiche e performance che manipolano la percezione, i segni musicali vengono decostruiti mentre scatenano emozioni crude e senza parole, dimostrando che la musica può essere un enigma, un rituale o una rivoluzione.
L’invito è di ascoltare sempre più in profondità per tentare di decodificare l’indicibile.
Stefano Casta Direttore Artistico